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Visualizzazione dei post da febbraio, 2022

Un treno per Laigueglia

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                              I collegamenti ferroviari nella Riviera Ligure di Ponente, è cosa nota,    sono sempre stati problematici. La ferrovia Genova- Ventimiglia,   inaugurata nel 1872 a binario unico, mantenne questa caratteristica   per lungo tempo: dopo quasi un secolo ,solo 39 chilometri di tratta erano stati raddoppiati   e, a tutt’oggi, tra Andora e Albenga e tra Loano e Finale ligure   si viaggia ancora   su un solo binario. Innumerevoli i passaggi a livello lungo la Via Aurelia : ricordo bene quelli ancora esistenti, alla fine degli anni 60, tra Voltri e Varazze. Anche la circolazione   stradale, prima dello spostamento   a monte della ferrovia, era fortemente penalizzata                                                                             Neppure le gare ciclistiche potevano sottrarsi a tali “ forche caudine ”,in primis la Milano -Sanremo. Non era infrequente ( e lo testimoniano le numerose   foto d’epoca) che i corridori  si trovassero di fronte a passag

Quell'aria di primavera: Merckx, Motta e la Sanremo del 1967

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  Un tempo il 19 marzo era giorno di festa. E lo fu sino al 1977, anno in cui si decise di sopprimere alcune festività ritenendo che in tal modo si sarebbe incrementata la produttività delle imprese. Di quella della pubblica amministrazione non si discuteva, perché Brunetta non era ancora comparso sulla scena politica. Poi, in barba ai proclami e per risarcire i lavoratori di quello scippo, vennero inventate le festività soppresse: a San Giuseppe si sarebbe lavorato, ma il giorno incautamente sottratto al riposo sarebbe stato recuperato. I conti tornavano, dunque, ma non era la stessa cosa. Perché le feste si caratterizzano per qualche evento e anche quella di San Giuseppe non faceva eccezione. In quelli che sarebbero stati chiamati "i Sixties" c'erano la Milano-Sanremo e lo Zecchino d'oro. Due appuntamenti irrinunciabili con due dirette televisive una dietro l'altra. E capitava che Mago Zurlì, il conduttore del concorso canoro per bambini, facesse spesso r

Gruppo di famiglia in un esterno: quella Ventimiglia-Genova del 1931

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  Alcuni anni orsono mia zia Etta mi regalò parecchie foto della collezione del padre, Luigi Ferrando, protagonista   di rilievo del ciclismo degli anni Trenta Tra le tante, stupende immagini che raccontavano la vicenda sportiva di Luigìn ( campione italiano degli indipendenti nel 1930 ,   vincitore dell’allora Circuito dell’Appennino nel 1938 nonchè cinque volte campione assoluto di ciclocross), una mi colpì in modo particolare. Scattata al termine di una corsa, raffigurava un nutrito numero di atleti e di addetti ai lavori. Il riconoscimento dei ciclisti era facilitato dal fatto che, in corrispondenza di ciascuno, Luigìn aveva   scritto di suo pugno   il nome ed il piazzamento. Ferrando era proprio   al centro ( benchè risultasse secondo classificato). Alla sua   sinistra Giacobbe (il vincitore), e Fossati ( ottavo). Alle spalle del giovane   campione ligure spiccava la figura di Raffaele Di Paco (undicesimo), e, accanto al plurivincitore toscano,   c’erano Rinaldi, Tasselli e